Il calcolo disoccupazione e l’importanza di percepire questo assegno

Il calcolo disoccupazione e l’importanza di percepire questo assegno

Da tempo ormai non si fa che parlare della Naspi 2017, la nuova indennità di disoccupazione che offre a tutti coloro che hanno perso il loro posto di lavoro, così come a coloro che hanno impieghi stagionali, la possibilità di percepire un assegno di sussistenza proporzionato allo stipendio medio percepito. Il calcolo della disoccupazione viene effettuato sulla base di una soglia, che varia di anno in anno: se lo stipendio medio è inferiore a questa soglia, allora è possibile percepire il 75% di quella retribuzione, altrimenti è possibile addirittura aggiungere il 25% della differenza.



Dove effettuare il calcolo dell’assegno di disoccupazione

Ci rendiamo perfettamente conto che nonostante si tratti di percentuali ovviamente interessanti, per molte persone potrebbe essere difficile capire davvero a quanto ammonti l’assegno di disoccupazione che andranno a percepire. Per fortuna però che sono disponibili online dei form appositamente pensati per il calcolo della disoccupazione che vi offrono una visione chiara e dettagliata della vostra indennità semplicemente inserendo alcuni dati personali. Attenzione: scegliete solo i siti i cui form sono aggiornati con le novità della Naspi 2017, altrimenti c’è il rischio che il calcolo disoccupazione che vi viene offerto non sia in linea con l’assegno che effettivamente andrete a percepire.

Ovviamente l’assegno di disoccupazione percepito diminuisce di valore con il passare del tempo, sino ad azzerarsi. Nonostante si tratti di un assegno quindi che è possibile ottenere per un breve lasso di tempo, si tratta anche di un elemento davvero molto importante vista la condizione del mondo del lavoro in Italia.

In Italia purtroppo capita infatti sempre più spesso di perdere il proprio posto di lavoro così come capita di avere lavori di pochi mesi appena. Sono molte quindi le persone che si trovano a vivere una carriera davvero molto discontinua. Una carriera di questa tipologia comporta molte conseguenze negative. Primo fra tutti il fatto di avere dei buchi retributivi, periodi di tempo quindi in cui senza un assegno di disoccupazione non sarebbe in alcun modo possibile ottenere uno stipendio: non avere uno stipendio ovviamente significa non riuscire a pagare affitti, mutui, bollette né affrontare qualsiasi spesa. Con un assegno, anche se di breve periodo, è invece possibile far fronte a tutte queste difficoltà economiche nel miglior modo possibile, in attesa di riuscire ad ottenere un nuovo impiego.

Disoccupazione e pensionamento: come evitare lacune contributive

Una carriera discontinua comporta ovviamente anche buchi contributivi. Il che ci porta ad un’altra annosa questione, le pensioni. Si va in pensione sempre più tardi proprio a causa di questa discontinuità ed è allora importante che, oltre a cercare sempre nuovi impieghi, si inizi a scovare delle soluzioni che permettano di andare in pensione con un po’ di anticipo. Di soluzioni ce ne sono molte, ma è necessario stare dietro alle novità normative e chiedere aiuto a chi di dovere, come il proprio commercialista ad esempio. Solo così, informandosi ed essendo sempre aggiornati, è possibile evitare di andare in pensione in età davvero molto avanzata come purtroppo sembra sarà possibile. Si dice infatti che nel 2019 l’età per il pensionamento salirà niente meno che a 67 anni.

Le ripercussioni psicologiche della disoccupazione

Tra calcolo della disoccupazione, ricerca di nuovi impieghi e un’attenzione continua al mondo delle pensioni, la vita dei lavoratori odierni non può certo dirsi tranquilla. La mancanza di tranquillità ha ripercussioni sul proprio benessere: stress e frustrazioni sono infatti all’ordine del giorno. Senza dimenticare poi che è molto difficile per alcune persone riuscire a decidere di mettere su famiglia o di prendere decisioni importanti come l’acquisto della prima casa senza avere una solidità alle spalle. Si tratta insomma di una condizione che rende complicata la vita su molti fronti, ma almeno sapere che vi sono alcuni strumenti che permettono di avere un po’ di soldi in tasca comunque e che offrono un orizzonte per il futuro un po’ più roseo è fonte di fiducia, di speranza. Con la speranza non si mangia, questo è certo, ma è pur sempre un buon punto di partenza!